Melissa Zino
Blog Melissa Zino

#valchiavennabike, per scoprire la Valchiavenna sulle due ruote

Un percorso in bicicletta suddiviso in varie tipologie per gli amanti della MTB, della natura e dell\'avventura, tra salite e discese, divertimento e panorami mozzafiato.



Una valle semplice, ma meravigliosa!

Ma lo sapete che è possibile scoprire quell’angolo di paradiso in Valtellina cha va sotto il nome di Valchiavenna da una prospettiva insolita e molto divertente, ovvero sulle due ruote di una bici? Ci sono infatti oltre 50 km di piste ciclabili con diversi livelli di difficoltà, su sterrato o asfaltate, che si dipanano lungo questo incantevole territorio che vi consentiranno di ammirare i suoi meravigliosi paesaggi, fare del buon e sano movimento da soli o in compagnia di amici, famiglia e bambini e, soprattutto di divertirvi.
Io l’ho provato per voi e ora ve lo racconto. Prima però dotiamoci dei fondamentali: protezione solare, occhiali da sole, una borraccia, una giacca a vento, una buona dose di avventura ed un pizzico di coraggio. Direi che abbiamo tutto il necessario per metterci in sella.

Consigli utili per i percorsi

La scelta della bike dipende dal vostro grado di esperienza e preparazione. I percorsi non sono facilissimi per cui credo che, ad eccezione di coloro che sono già esperti ed appassionati di MTB, l’e-bike possa essere la soluzione migliore; se poi volete sentirvi ancora più sicuri, potete optare per una fat bike dotata di ruote larghe che vi garantiranno maggiore stabilità ed aderenza al terreno, soprattutto sullo sterrato. Se siete indecisi o, come me, siete alla vostra prima esperienza ed avete bisogno di consigli, Andrea del Team Adventure Madesimo, vi fornirà tutto il supporto di cui avrete bisogno. Per tutte le info invece in merito al territorio e ai percorsi ciclabili potrete rivolgervi di persona o consultare i siti web del Consorzio Turistico della Valchiavenna e del Consorzio Turistico di Madesimo (chiedete di Marianna Pilatti: simpatia, competenza e qualche aggancio giusto per avere il “burro giallo buono”) o visitare il portale ufficiale della Valtellina.

Un pizzico di adrenalina

Se volete innalzare il vostro livello di adrenalina potete sempre cimentarvi con il downhill. Eleonora e Filippo del team di Madeforfun, insieme a tanti bravi e qualificati istruttori, vi forniranno tutto l’occorrente per la vostra discesa su due ruote a tutta velocità: bici, attrezzatura e le dovute istruzioni per godervi l’avventura in tutta sicurezza.
Dal Made Bike Park, con la cabinovia si sale fino alla vetta e da lì si scende tra alberi, prati, curve a gomito, salti e così via, giù fino a valle. Ci sono tre tipi di piste: quella azzurra per i principianti, quelle rosse intermedie e infine quella nera da pro. La prima discesa serve per prendere confidenza con la bici, con il terreno e con il percorso e per comprendere 3 concetti chiave: non sedersi mai sulla sella, non abusare dei freni, prendere le curve larghe. Dalla seconda discesa inizia il divertimento vero e proprio e vi potrete anche godere i fantastici panorami! Attenzione: crea dipendenza, vi avviso!

Un'esplorazione su due ruote

Se questo genere di avventura non fa per voi e preferite qualcosa di meno spericolato potete, come vi accennavo all’inizio, andare alla scoperta del territorio della Valchiavenna con una muscolar bike o con e-bike. Urge una precisazione: l’e-bike vi assiste nella pedalata ma non pedala per voi questo significa che vi agevola enormemente rispetto ad una MTB tradizionale ma sarete sempre voi ad imprimere la spinta ed il movimento e, in salita, la fatica si farà comunque sentire.
Noi abbiamo percorso due tracciati diversi ma esistono tantissimi percorsi diversi con livelli di difficoltà differenti che possono essere affrontati da tutti, da esperti ma anche da famiglie con bambini. Il primo giorno, sotto la sapiente guida di Ezio e grazie all'assistenza tecnica di Andrea del Team Adventure Madesimo, siamo partiti da Motta. Raggiunta Motta Alta ci siamo diretti verso il punto panoramico della Madonna d'Europa per poi giungere all'incantevole Lago Azzurro. Dopo aver attraversato l'Alpe Groppera siamo poi scesi a Madesimo in località Maccolini, abbiamo superato il Ponte Romano per poi risalire sugli Andossi fino alla chiesetta di San Rocco.
Ci siamo poi rimessi in sella della nostra e-bike e abbiamo continuato a percorrere il crinale degli Andossi passando da Stuetta per arrivare ad ammirare il muraglione della diga del Lago di Spluga da cui è possibile sporgersi sull'incredibile gola del Cardinello. Il nostro percorso è poi terminato a Montespluga con ben 27 chilometri all'attivo e 1000 metri di dislivello percorsi con un grado di difficoltà medio-alto, soprattutto per le salite piuttosto ripide e per il terreno a tratti molto sconnesso.

Il Sentiero del Tracciolino

Il secondo giorno, invece, da Chiavenna, insieme a Gloria Gerna del Consorzio Turistico della Valchiavenna e al nostro istruttore Salvatore ci siamo spostati a Verceia dove ad aspettarci c'era ancora una volta Andrea del Team Adventure Madesimo con le nostre care e fidate e-bike. Dopo una salita sterrata piuttosto impegnativa siamo giunti all'inizio del famoso Sentiero del Tracciolino.
In totale abbiamo percorso 22 km con un grado di difficoltà elevata, non tanto per le salite che, ad eccezione del primo tratto per arrivare all’imbocco del Tracciolino, non ve ne sono poi più, ma per la tipologia di percorso in sé. Infatti la prima parte è caratterizzata da binari appartenenti ad una ferrovia in disuso, che lasciano poi il posto ad una serie di strette e buie gallerie, la più lunga delle quali misura ben 350 metri, che sbucano su un tracciato molto suggestivo e a tratti anche un po' spaventoso dato che è molto stretto, in alcuni punti la fiancata di roccia sporge parecchio costringendoti ad abbassarti o a doverti spostare ancor più verso il vertiginoso strapiombo della montagna delimitato solo da 4 cavetti in acciaio che lasciano quindi molto spazio libero. Ovviamente da qui si gode di un panorama mozzafiato la cui vista si estende fino al Lago di Como. Credetemi però, che di fronte a tanta bellezza e a tanta immensità della Natura la fatica ed il timore scompaiono completamente per lasciare il posto solo ad un'infinita meraviglia. Se volete godervi questo percorso con maggiore tranquillità, vi consiglio di farlo a piedi così potete coinvolgere famiglia, amici e bambini in tutta sicurezza.

Alloggio

Se avete bisogno di riposarvi un po’ tra un’avventura e l’altra, vi consiglio l' Hotel Capriolo: una struttura proprio nel centro del paese a soli 100 metri dagli impianti, molto accogliente e caratteristica con camere piccole ma graziose e curate ed una colazione variegata e genuina. Ottimo anche il ristorante annesso che propone un menu tipico con piatti della tradizione valtellinese. Consiglio il risotto con la bresaola e la polenta taragna. Se, oltre ai piatti tipici, avete voglia di pizza, allora vi suggerisco il Ristorante Soldanella dell’omonimo hotel a gestione familiare che deve il suo nome alla tipica pianta alpina con fiori lilla a forma di campanule, situato a 50 metri dalla cabinovia "Larici" e dalle principali funivie. Non perdetevi i tagliolini con zucchine e mela verde o gli spaghetti alla Pedro.

Tradizione a tavola

Per cena invece vi consiglio il Ristorante Bucaneve all'Alpe Motta che, per l’occasione, ha allestito una saletta tipica tutta in legno solo per noi e ci ha viziati non solo con dell'ottimo vino locale (da provare assolutamente lo Sforzato) ma anche con un eccellente menu a base di formaggio d’alpeggio e slinzega, risotto al mirtillo e gnocchetti della Valchiavenna, tagliata di manzo con verdure alla griglia ed un tris di crostate fatte in casa che erano la fine del mondo.
Per una merenda veloce ed informale esiste un solo posto che se vi recate a Madesimo non potete farvi sfuggire: la Pasta Fresca in Piazza della Chiesa fa le migliori crepe del mondo (da provare quella alla marmellata di rosa canina). E chiudo questa rassegna gastronomica con un tocco chic: il meraviglioso pic-nic preparato dal Ristorante Pizzeria La Capriata sul prato antistante la chiesetta di San Rocco. Sto ancora sognando quei mini croissant ai cereali con formaggio d’alpeggio e miele.


foto copertina: Clickalps

Post correlati