Lucia Del Pasqua
The Fashion Politan

Due ruote in Valchiavenna

Downhill e fat bike tra sentieri e montagne, per un fine settimana “a tutta bici”



Ogni volta che mi veniva detto "Valtellina" pensavo alla bresaola e ai pizzoccheri. Ovviamente anche alla neve e allo snowboard. Qualche giorno fa m’è stato detto "Madesimo" e “fat bike”, ed io ho subito pensato ad una sola cosa: figata pazzesca.

Premessa: i miei da piccola non mi hanno mai portata in montagna d’inverno, non ho mai fatto settimane bianche; solo da grande, molto grande, ho scoperto la neve e la polenta.
Va da sé che non ero mai andata molto oltre alla montagna d’inverno, fino a che da due anni a questa parte ho avuto modo di scoprirla anche d’estate con i suoi colori ben nitidi, l’aria buona, le passeggiate e adesso anche i suoi sport.

Non sono una ciclista professionista, ma una che gira quasi sempre sulle due ruote, o bici o moto, quindi quando mi hanno proposto un week end a pedalare tra sentieri e sterrati ho accettato ben contenta.
  • Madesimo - Ph. Credit Lucia del Pasqua
  • Madesimo - Ph. Credit Lucia del Pasqua
  • Ph. Credit Lucia del Pasqua

Downhill

Dopo essermi sistemata all'Hotel Capriolo la prima attività che ho affrontato è stata quella più adrenalinica di tutte, il downhill. Grazie alla professionalità, simpatia e bravura di Elia di Made For Fun Madesimo che mi ha accompagnata nel circuito più facile, il “Balloon” del Made Bike, sono andata giù come non avrei mai immaginato. Diciamo pure che ho avuto una discreta botta di autostima.

Per ovvi motivi, non ho fatto salti e acrobazie, ma piano piano ho fatto tutto: curve, salite e discese, circondata da una natura meravigliosa che va da prati costellati da fiori gialli a boschi con alberi magri fino a distese verdi a quasi esclusivo appannaggio delle mucche.

Ho testato la mia concentrazione, il mio coraggio e anche la mia preparazione fisica in una cornice splendida, dunque la domanda sorge spontanea: quando lo rifacciamo?
Anche perché dopo un bel po’ d’esercizio serve una carica, che io mi sono data con una crepes alla marmellata di frutti di bosco di Pasta Fresca, credo la più buona che abbia mai mangiato in vita mia. Dunque devo tornare al più presto in pista anche solo per rifocillarmi poi con cotante prelibatezze. (O no?).
ph. Credit Lucia del Pasqua Ph. Credit Lucia del Pasqua Ph. Credit Lucia del Pasqua

Fat Bike

Il mattino successivo sono partita per un’escursione da Motta, con una fat bike con pedalata assistita noleggiata dal Team Adventure Madesimo

Dunque, da Motta ho preso il Sentiero della ciclabile di Fraciscio, per poi intraprendere quello per Motta Alta, in direzione del Lago Azzurro.

Ho potuto ammirare la Madonna d’Europa, quell’imponente signora dorata che spicca tra i monti, e dopo un meritato pic-nic a San Rocco, ho pedalato fino al muraglione della diga sul lago Montespluga, da lì si vede un pezzo delle Gole del Cardinello, verso Montespluga dove ho divorato un gelato in un vecchio garage, ora ristorante, La Capriata.

Due indicazioni importanti per chi si avventura in bici per i monti: indossate pantaloncini tecnici, mettete nello zainetto un k-way, e ricordatevi di mettere la protezione solare ovunque. Non preoccupatevi di portare l’acqua perché durante il percorso ne trovate di buona e fresca.

Giunti a sera, un’ottima cena al ristorante Bucaneve ci attendeva. In una cornice tradizionale e rustica ho apprezzato formaggi tipici, primi prelibati come il risotto ai mirtilli e dolci fatti in casa. Mi hanno pure fatto delle cotolette vegetariane. In montagna. Sapete quanto sia difficile trovare qualcosa dove dentro non ci sia carne in montagna, vero? Quindi voto dieci e lode.
Ph. Credit Lucia del Pasqua Lago Azzurro - Ph. Credit Lucia Del Pasqua Madonna d'Europa - Ph. Credit Lucia Del Pasqua

Sentiero del Tracciolino

Il giorno dopo mi sono svegliata prestissimo per intraprendere il sentiero del Tracciolino in Valchiavenna per l’ultima pedalata la più panoramica.

Il Tracciolino è un sentiero scavato nella roccia lungo circa dieci chilometri tra la Val dei Ratti e la Val Codera. È tutto in piano, e per buona parte caratterizzato da sassi, binari di un treno che ora non c’è più, e gallerie che necessitano a volte di luci portatili.
A dire la verità mi sono sentita un po’ Indiana Jones a pedalare praticamente in bilico (tranquilli, è tutto in sicurezza), tra ponti e gallerie, per questo il percorso m’è piaciuto ancora di più.
Potete farlo sia con la fat bike, che con la bici muscolare che a piedi; ricordatevi di portare un bel panino al formaggio e acqua, che la sensazione di mangiare davanti ad una vista mozzafiato dopo una pedalata che richiede comunque concentrazione è impagabile.

La mia attività preferita? Il downhill per la carica che mi ha dato, il percorso da Motta Alta per l’esperienza, e il sentiero del Tracciolino per il panorama.
Tracciolino - Ph Lucia del Pasqua Tracciolino - Ph Lucia del Pasqua Ph. Credit Lucia del Pasqua

Post correlati