Silvia
Lost in Food

Viaggio nella bassa Valtellina alla scoperta delle birre artigianali

La nuova tendenza delle birre artigianali conquista anche la Valtellina: ecco quattro micro-birrifici da scoprire con le loro birre speciali del “territorio”



Andare in Valtellina oggi ha un motivo in più soprattutto per tutti gli appassionati, sempre più numerosi, delle birre artigianali. Nel giro di pochi anni infatti, nella parte bassa della valle, che va dai dintorni di Sondrio a Morbegno c’è stato un vero e proprio “fermento” che ha portato alla nascita di diversi micro-birrifici che via via si stanno affermando per la qualità riconosciuta delle loro birre artigianali.
Sciatt, pizzoccheri, polenta taragna e tanti altri piatti potranno essere così riscoperti in un nuovo modo abbinandoli perché no, invece che con il classico bicchiere di vino, a delle ottime birre capaci comunque di esaltare i sapori della tradizione.

La birra della Valtellina: una storia iniziata nel lontano 1800!

Se si parla di sapori e di prodotti della tradizione, non tutti sanno o immaginano che la birra qui in valle vanta in realtà una lunga storia che risale addirittura al 1820-30. Durante il periodo della dominazione austriaca, i mastri birrai provenienti dall’Austria individuarono proprio nei crotti della Valchiavenna, quegli anfratti che creano delle cantine naturali uniche nel loro genere, il luogo perfetto per la maturazione del malto. E di lì a poco, proprio in Valchiavenna, grazie alle tecniche acquisite per la produzione di birra a bassa fermentazione, sorgerà la prima storica fabbrica di birra italiana, il Birrificio Spluga.

Oggi quel marchio prestigioso non esiste più ma grazie ad una nuova generazione di giovani, la tradizione birraia è ritornata in auge portando così all’apertura di diversi micro-birrifici che, come nel passato, piano piano stanno conquistando il territorio acquisendo sempre più notorietà.

I birrifici di oggi in Valtellina

Siete pronti quindi a fare un viaggio con noi alla scoperta delle birre artigianali della Valtellina?

Allora partiamo insieme per una degustazione attraverso i quattro birrifici che abbiamo visitato: Legnone, Revertis, Valtellinese e Pintalpina. Un percorso che ci ha portato a incontrare persone accomunate da una grande passione, da anni di preparazione e studio culminati con la realizzazione del loro sogno: offrire una birra di qualità capace di emozionare. Ma non è tutto qui! Ciò che ci ha colpito è stato il trovare da parte di ogni produttore un forte e intenso legame con il territorio espresso attraverso l’utilizzo di materie prime locali come ingredienti per la realizzazione di quelle che possiamo definire birre speciali.

E poi cosa c’è di meglio di una montagna, una vallata, un orizzonte da scrutare con un bicchiere di birra da degustare!

Birrificio Pintalpina

Arrivati a Chiuro, pochi chilometri da Sondrio, iniziamo il nostro tour dal birrificio artigianale Pintalpina, una realtà completamente fuori dal coro in questo panorama. Pintalpina nasce infatti come progetto sociale voluto fortemente dai soci dell’Associazione Prometeo Onlus e della Cooperativa Sociale Elianto: il loro obiettivo è di dare vita ad un ambiente lavorativo che consenta opportunità di inclusione e di formazione per ragazzi con disabilità. E cosa c’è di meglio di un ambiente che esprime convivialità come può essere quello di un birrificio? Da una realtà che si chiama Pintalpina non ci si può poi che aspettare proprio quell’elemento di forte territorialità di cui parlavamo. Questo aspetto qui lo si scopre subito dai nomi delle loro sei tipologie di birra: Nigula, Sbrega, Witela, Calés, Rugen, Sumartì ... chi non è della zona si starà chiedendo di cosa stiamo parlando, il mistero è facile da svelare: i sei nomi sono termini che derivano del dialetto locale. Inoltre su ogni etichetta ritroverete anche un simpatico proverbio tipico della Valtellina.

Il legame con il territorio va però anche ben oltre: nel caso della Sumartì, la ricetta prevede l’utilizzo di ben il 20% di segale generata da semi autoctoni e coltivata esclusivamente in valle. Il risultato è quello di una birra simile alle saison belghe con una schiuma bella compatta con un mix di profumi speziati e agrumati che riempie il “naso”. L’utilizzo di prodotti locali lo si ritrova anche nella Calés, una birra stagionale realizzata aggiungendo nel processo di fermentazione il mosto d’uva nebbiolo fornito da alcuni vitigni della Valgella. Una birra piacevole al palato, leggera e fruttata con aromi d’uva e di frutti rossi.

Non lasciatevi però scappare le altre birre, tutte e sei sono da provare (magari con un bel pacco scorta da portare a casa). Anche perché ogni euro che spenderete qui è per una buona causa: aiuterete a far sì che il progetto continui cosicché un numero sempre maggiore di ragazzi con disabilità vi possa aderire. Una volta che incontrerete Simone ed Elisa, promotori di questa iniziativa, travolti dalla loro energia, siamo sicuri che sarà difficile non sposare il loro progetto: il rischio è quello poi di volere bere solo birre Pintalpina!

Lo spaccio è aperto dalle 9 alle 12 dal lunedì al venerdì. Il mercoledì anche dalle 14 alle 17. Per visite comunque li potete contattare direttamente e verificare la disponibilità.

www.pintalpina.it

Revertis il birrificio di Sondrio

Spostandoci a sud di Sondrio, nel piccolo paesino di Caiolo, incontriamo il birrificio Revertis. I tre soci Marco, Max e Stefano, dopo anni da semplici home brewer, lo hanno aperto nel 2013 realizzando così il loro sogno. Il nome scelto è già espressione del loro forte attaccamento al territorio: Revertis significa, infatti, luppolo in dialetto valligiano. La loro offerta di birre è piuttosto ampia: 8 le etichette che qui troverete oltre a quelle stagionali, tutte senza conservanti e tutte rifermentate in bottiglia, prodotte utilizzando per lo più malti americani e neozelandesi.

La loro filosofia è quella di creare birre fortemente luppolate ottenendo profumi davvero intensi e sapori decisi senza compromessi. La loro punta di diamante è la Amber Ale Revertis 31, una birra rossa non pastorizzata né filtrata che saprà colpire dritto al palato per la forza del suo gusto.

Tra le birre proposte da Revertis non manca nemmeno qui una legata al territorio.
Come potrebbe essere altrimenti visto proprio il nome del birrificio? L’ingrediente locale che ritroviamo è il mosto d’uva, sempre di nebbiolo, aggiunto nella fase di fermentazione. Stiamo parlando della Revertis 3+2, birra pensata e realizzata con la collaborazione della nota azienda vinicola Dirupi: si tratta di una grape ale dai sentori fruttati con una leggera acidità, una birra perfetta da bere nel momento dell’aperitivo.

La novità principale che li riguarda è l’imminente apertura del loro brew pub con piccola cucina dove sarà possibile degustare tutte le etichette. Il Giardino Revertis, così si chiamerà il locale, aprirà in Via Cadorna a Sondrio: originale la scelta della location situata all’interno di un edificio risalente addirittura al 1868 e che un tempo era la sede del dopolavoro ferroviario.

www.revertis.it

Birrificio Valtellinese

Pochi minuti di macchina andando verso sud e raggiungiamo Berbenno dove ad aspettarci c’è Marco, il mastro birraio del Birrificio Valtellinese, un brew pub con cucina che dal 2012 conquista i suoi clienti con le birre prodotte direttamente all’interno del locale. Leggermente nascosto all’interno di una zona industriale, la sua struttura è decisamente moderna e subito si notano, dalle enormi vetrate che si affacciano sull’esterno, i beer tanks destinati alla fermentazione.

Sei le birre proposte e tutte con un nome femminile (Penelope, Rossana, Sharon, Malika, Ginevra, Eris) più alcune stagionali come quella alla castagna o al mirtillo. Lo stile seguito nella produzione è quello di avere un’impostazione secondo le ricette tradizionali ad eccezione della Myale, una birra con cui Daniele si è voluto divertire a partire proprio dal doppio senso con cui si può leggere questo nome. Tanti gli ingredienti utilizzati per questa birra: tre tipologie di luppoli, un mix di malti (belga, tedesco e inglese) con l’aggiunta di un tocco del territorio e la segale, che dona una nota amara particolare. La Myale è inoltre l’unica birra a non avere un nome di donna…chissà perché!

Al Birrificio Valtellinese potrete sbizzarrirvi giocando con gli abbinamenti cibo-birra seguendo, perché no, i consigli del mastro birraio: per lui la Pils - che è anche una sua vera fissa nel senso di realizzarne la versione perfetta - è ottima se bevuta con pizza bianca e carciofi. Se vi piace il piccante, scegliete gli straccetti di fuoco e la bitter Penelope che saprà esaltare il gusto del piatto.

www.birrificiovaltellinese.com

Birrificio Legnone

All’imbocco della strada che porta in Valchiavenna, e più precisamente a Dubino, ecco la nostra ultima tappa: il Birrificio Legnone. La storia recente di questo birrificio è curiosa: nel 2012 il mastro birraio David Cesari, già noto nell’ambiente, decide di trasferirsi dalla sua Parma in Valtellina e grazie al coinvolgimento di altri tre soci avvia questa nuova impresa. La sua esperienza lo porta a scegliere proprio Dubino per un fattore fondamentale: la presenza di una sorgente d’acqua di altissima qualità.

Tra quelli visitati, è di sicuro il birrificio più strutturato sia dal punto di vista dell’impianto sia per il quantitativo prodotto. Innanzitutto qui, a differenza degli altri micro birrifici, l’imbottigliamento avviene in maniera isobara attraverso un apposito macchinario, un metodo che consente di impedire alla birra di entrare in contatto con l’aria evitando così eventuali processi di ossidazione che potrebbero guastarla.

Oltre all’acqua, punto di forza da cui parte l’intero processo, è l’attenta scelta della qualità delle materie prime a caratterizzare la filosofia seguita dal Birrificio Legnone il cui intento è quello di ottenere ed offrire un prodotto non filtrato né pastorizzato e soprattutto che sia il più naturale possibile.

Qui si respira comunque la creatività di un ambiente giovane e dinamico ed i nomi dati alle diverse tipologie di birra ne sono proprio l’esempio: partite assaggiando la Spiga di Legno, una birra entry level per chi approccia in punta di piedi il mondo delle birre artigianali. Passate poi alla Testa di Malto, una “classica” bohemian Pils, leggera e dissetante ma con un aroma ricco ed equilibrato. E la Milf Passion? Di certo attirerà l’attenzione delle persone vicine a voi nel momento in cui la ordinerete al bancone di qualche pub! Ottima strong ale ad alta fermentazione con malti caramellati e con un bouquet dal profumo intenso di frutti rossi che fin dai primi sorsi vi darà grande soddisfazione.

Per degustarle, potete fare un salto presso lo store del birrificio stesso (fate uno squillo per sicurezza prima di visitarlo) o ordinatele sul loro sito. La si trova inoltre non solo in molti locali della zona, ma anche ormai in diversi pub o ristoranti di Milano.

www.birrificiolegnone.com


Dopo tutto questo parlare di birra, a noi è venuta una certa sete… Una sola e importante raccomandazione: bevete sempre e soltanto in modo responsabile!

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